IL RITRATTO DI DORIAN GRAY – OSCAR WILDE

Perché influenzare qualcuno significa dargli la propria anima: non pensa più con i suoi pensieri spontanei, né
arde delle sue passioni spontanee. Non ha virtù proprie. I suoi peccati, se cose come i peccati esistono, sono presi a
prestito. Diventa l’eco della musica suonata da un altro, l’interprete di una parte che non è stata scritta per lui. Lo scopo
della vita è lo sviluppo di noi stessi. La perfetta realizzazione della nostra natura: questa è la ragione della nostra
esistenza. Oggi l’uomo ha paura di sé. Ha dimenticato il più elevato di tutti i doveri, il dovere che ciascuno di noi ha nei
confronti di se stesso. Naturalmente è caritatevole, dà da mangiare agli affamati e veste i mendicanti, ma la sua anima
langue ed è nuda. Il coraggio ha abbandonato la nostra specie, o forse non lo abbiamo mai realmente avuto. Il timore
della società, che è il fondamento della morale, il terrore di Dio, che è il segreto della religione, sono le due cose che ci
governano. E tuttavia…

DE PROFUNDIS – O. WILDE

Dietro la gioia e il sorriso ci può essere un temperamento ruvido, aspro e scaltro. Ma dietro il dolore non c’é che il dolore. L’angoscia, contrariamente al piacere, non si maschera mai. La verità, in arte, non consiste in una corrispondenza tra l’idea madre e l’esistenza accidentale; essa non è la identità della forma con l’ombra o della forma riflessa dal cristallo con la forma stessa; non è l’eco rinviata dall’anfratto d’una collina – così come non è, nella valle, una sorgente d’acqua argentata che mostra la luna alla luna e Narciso a Narciso.
oscar wilde
La verità in arte é l’unità d’una cosa con se stessa, é l’esteriore come diretta emanazione dell’interiore; é l’anima connaturata con la carne e il corpo con lo spirito. Per questa ragione non esiste nessuna verità che sia comparabile al dolore. Ci sono alcuni momenti in cui il dolore sembra divenire la Verità Unica. Le altre cose possono essere delle illusioni dell’occhio o del desiderio, create per accecare l’uno e soddisfare l’altro, ma é solo col dolore che si sono creati i mondi e alla nascita di un fanciullo o di una stella presiede il dolore.

L’uomo e il mare

Uomo libero, sempre amerai il mare!
Il mare è il tuo specchio; tu miri, la tua anima
nello svolgersi infinito dell’ onde,
e il tuo spirito non è abisso meno amaro.
Ti piace tuffarti entro la tua propria immagine;
tu l’abbracci con gli occhi e le braccia, e il tuo cuore
si distrae talvolta dal suo palpito
al rumore di questo lamento indomabile e selvaggio.
Siete entrambi tenebrosi e discreti:
uomo, nessuno ha sondato  la profondità dei tuoi abissi;
mare, nessuno conosce le tue ricchezze nascoste,
tanto siete gelosi di conservare i vostri segreti.
E tuttavia dai secoli dei secoli 
vi combattete senza pietà né rimorsi,
talmente amate la carneficina e la morte,
o eterni lottatori, o fratelli implacabili.
(C. Baudelaire)

Ascolta il passo breve delle cose

-assai più breve delle tue finestre-
quel respiro che esce dal tuo sguardo
chiama un nome immediato:la tua donna.
E’ fatta di ombre e ciclamini,
ti chiede il tuo mistero 
e tu non lo sai dare.
Con le mani
sfiori profili di una lunga serie di segni
che si chiamano rime.
Sotto, credi,
c’è presenza vera di foglie;
un incredibile cammino
che diventa una meta di coraggio.

(Alda Merini)