Paramhansa Yogananda – Come vincere le sfide della vita

Ricorda sempre a te stesso: ho la missione più affascinate da compiere. Mi tiene così occupato che non mi restano ne tempo ne energia per preoccuparmi degli affari altrui. Sono impegnato nell’impresa di elevarmi dall’ignoranza per giungere alla comprensione e all’illuminazione. È necessaria tutta la mia attenzione per liberare i miei pensieri e le emozioni dalla rabbia, dalla gelosia, dall’orgoglio, dalla vendetta, dalla paura, dal senso di mancanza e dal malessere.

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Devo afferrare questi ostacoli e liberamente per sempre, così che quando mi sarò sbarazzato dai detriti della negatività, l’acqua pura della vita potrà zampillare e fluire liberamente attraverso di me per benedire tutto e tutto e tutti. Questo è il mio compito. Come posso occuparmi di qualsiasi altra cosa meno importante.

 

Massimo Gramellini – Cuori allo specchio

Quando vedo una tipa interessante, dentro di me si scatena un aspro conflitto fra Ragione, Quieto Vivere e Timidezza e, dall’altra parte, Istinto, Cuore e Ormoni.
Alla fine, in questa giostra, prevalgono sempre i primi tre «campioni» e io non riesco a darmi pace.
Un altro motivo per cui non so propormi alle ragazze è la Paura del Rifiuto: tutte le volte che mi prefiggo di avvicinarne una, c’è come un demone che mi ronza in testa e mi dice: «Lascia perdere! Tanto è inutile e ti renderai solo ridicolo». E io, inevitabilmente, gli do ascolto.

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Aiutami. Non voglio passare tutta la giovinezza da solo o con il «branco» e ritrovarmi poi all’improvviso sposato con una donna che non amo davvero, in compagnia del rimpianto di ciò che poteva essere e non è mai stato. maciste.

Margaret Mazzantini – Venuto al mondo

Mi stringe senza incertezza, trattenendomi a sé come fossi un pacchetto di roba sua, poi mi pianta gli occhi sul viso. Fa un giro panoramico, le labbra, il mento, la fronte. Non se ne va dagli occhi. Resta, s’infila dentro. Come mare che ha viaggiato e violentemente si ricongiunge a se stesso. Scava indietro negli anni trascorsi per scolarsi il buco del tempo nella gola impudica di questo sguardo straziante e gioioso.

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Mollo io per prima, abbasso gli occhi, mi ritraggo da quel pathos, per timidezza, per fastidio. Nessuno in Italia ti guarda così. Mi gratto un braccio come se avessi la scabbia.

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