Alternativa al lockdown: esiste davvero? Il documento al Governo

“Test di massa e isolamento, l’ alternativa al lockdown è possibile“. C’era scritto questo in un documento inviato al premier Conte e il ministro Speranza lo scorso 29 marzo.

Ad inviarlo è stato un gruppo di ricercatori italiani del Cnr, dell’Ifn, dell’Istituto di fisica nucleare e dell’Università di Camerino. I ricercatori avevano delineato un sistema alternativo al lockdown per contenere la diffusione del Covid-19.

Il documento anti-covid inviato dal gruppo di ricercatori

Si chiama ‘Case finding and mobile tracing’ (CFMT). Il gruppo, sotto il nome di Lettera 105, ha studiato quantitativamente l’evoluzione dei casi positivi in diversi Paesi. La conclusione è che l’epidemia si sarebbe potuta fermare presto nel nostro Paese.

In circa 20 giorni, facendo test rapidi e usando tecnologie di tracciamento dei contatti. In questo modo i positivi venivano isolati impedendo quindi il contagio.

Ti consigliamo di leggere anche: Lockdown nazionale, il 15 Novembre è la data decisiva

Il documento è stato pubblicato sul sito www.lettera150.it ed è firmato dai professori: Antonio Bianconi, Augusto Marcelli, Gaetano Campi, Andrea Perali, Giampietro Ravagnan, Andrea Crisanti.

L’ alternativa al lockdown: cosa è stato scritto nel documento

Nel documento inviato al Governo si legge:

“Bisogna seguire l’esperienza di Paesi democratici quali Corea, Giappone, Taiwan, Nuova Zelanda. Hanno utilizzato test di massa, tracciabilità e isolamento dei contagiati fuori dai contesti familiari”, spiega il professore ordinario di Microbiologia Università Cà Foscari di Venezia, Gianpietro Ravagnan.

“Oggi i nuclei familiari sono il luogo per eccellenza della diffusione del Covid-19. Le famiglie sono spesso impossibilitate a gestire il contagiato ea evitare cluster familiari. Poi diventano talvolta di condominio. Il fattore di riproduzione può essere invece abbattuto in tempi brevi. Ospitando i soggetti nei Covid hotel in condizioni di quarantena assistita. Ma con costi ridotti rispetto a quelli di un eventuale ricovero ospedaliero”.

Ma il Governo non ha ascoltato gli scienziati. Sono stati persi mesi importanti dopo la prima ondata e poco prima della seconda. Il coordinatore di Lettera 150, Giuseppe Valditara, ha commentato così:

“Il Governo ha dovuto imboccare la strada arcaica del lockdown. Il documento sul metodo CfmT dimostra analiticamente che altre soluzioni erano e sono possibili”.