Bonus vacanze 2021: validità e regole

Tra le iniziative previste dal Decreto Rilancio vi è il Bonus vacanze 2021 che offre un contributo di massimo 500 euro da spendere in soggiorni in alberghi, villaggi turistici, hotel, agriturismi e bed and breakfast nel nostro Paese. Ma qual è la sua validità? Quali regole bisogna rispettare?

Bonus vacanze 2021: cosa succede per questa estate

Chiunque abbia richiesto il bonus dal 1° luglio al 31 dicembre 2020 può usufruirne fino al 31 dicembre del 2021. Dall’ultimo decreto legge numero 183 del 2020, il termine di utilizzo è stato prorogato. I nuclei familiari con Isee non superiore ai 40mila euro ha potuto ottenere il bonus.

Non è ancora chiaro se per questa estate verranno messe in campo ulteriori forme di sostegno per il settore turistico. Si sta ragionando sui crediti di imposta.

Nel 2020 è stato un successo?

Il contributo massimo di 500 euro può essere detratto dalla dichiarazione dei redditi o essere utilizzato per pagare fino all’80% della spesa prevista dal pernottamento. Come ben sappiamo, il settore turistico è quello tra i più colpiti dalla pandemia da Covid. Pochi giorni fa l’Osservatorio di Confindustria ha stilato un report in cui viene mostrato un impatto maggiore sui dati negativi del Pil legato al turismo.

I senatori del Movimento Cinque stelle in commissione Industria, Commercio e Turismo, hanno dichiarato: “E’ basilare lavorare ora a forme di agevolazione per il turismo di prossimità”.

“Un anno fa arrivò il bonus Vacanze, in circostanze inedite e sconosciute per tutti. Un ‘aiuto’ utilizzato da 1,8 milioni di italiani con una media di 400 euro a buono”, hanno ricordato  Gianni Girotto, Cristiano Anastasi, Gianluca Castaldi, Marco Croatti, Gabriele Lanzi e Sergio Vaccaro.

L’importo del bonus cambia in base alla numerosità del nucleo familiare:

500 euro per nucleo composto da tre o più persone;

300 euro da due persone;

150 euro da una persona.

È possibile richiederlo solo in forma digitale tramite l’app Io, l’applicazione dei servizi pubblici. Può ottenerlo un componente del nucleo familiare che sia in possesso di una identità digitale Spid, ovvero sistema pubblico di identità digitale o Cie 3.0, carta d’identità elettronica.