Le persone estroverse vivono di più

Secondo una lunga indagine all’Albert Einstein college di Medicine di New York sarebbero state rivelate le personalità delle persone che possono vivere più a lungo. Gli estroversi sarebbero più portati a vivere 100 anni e oltre.

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La caratteristica propria dei centenari sarebbe infatti una forte apertura emotiva e intellettuale a ciò che li circonda. Secondo lo studio pubblicato su “Aging” i centenari non avrebbero quasi nessun sintomo di nevrosi.

Il tuo cucciolo: un amico terapeutico

Un cane, un gatto, un criceto o un canarino… qualunque animale da compagnia può aiutare a migliorare il morale delle persone ammalate. Lo ha dimostrato uno studio della Fondazione Affinity.

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Prendersi cura di un cucciolo o del proprio animale, migliora le funzioni cognitive, motorie e psichiche, e quindi migliora la salute.

Accudire un amico a quattro o due zampe allontana inoltre la depressione.

Sii gentile e vivi meglio

Secondo lo psicologo Adam Philips la gentilezza non è sinonimo di arrendevolezza e debolezza, ma è un’espressione di forza.

Sapersi rivolgere agli altri mostrando un sorriso o disponibilità, o seguire le regole della buona educazione, vuol dire avere ben chiara la consapevolezza dei propri confini e delle proprie esigenze. Soprattutto significa saper affermare le nostre idee senza sopraffare chi ci sta davanti.

Fare delle gentilezze fa molto bene alla mente e al corpo: crea un’empatia con gli altri, dà calma e serenità, rilassa e stimola la creatività.

Quindi essere gentili con il prossimo fa decisamente vivere meglio.human_kindness_captured_in_pictures_640_02

I significati dei tic

Esistono numerosi modi per manifestare un disagio: uno di questi è il ricorso frequente ai tic. Non si tratta di una malattia vera e propria, ma in qualche caso è stato associato questo disturbo all’alterazione congenita del gene SLTRK1 nel cromosoma 13, ma non è detto che si manifesti sempre in presenza di questa alterazione.

Ecco alcuni tic, fra i più comuni:

Occhiolini e ammiccamenti:

creano un imbarazzo agli interlocutori perché non sanno come comportarsi. Si manifesta perché alla persona è stato imposto il controllo di sé e quindi il tic esprime la ribellione a questa forzatura.

Onicofagia:

È l’abitudine di mangiarsi le unghie o le pellicine fino a ferirsi. È una condizione di aggressività auto diretta: in queste persone manca la capacità di affermazione verso gli altri, l’autostima e il senso di diritto a difendere le proprie posizioni. Non essendo assertivi con gli altri, dirigono questa aggressività verso gli altri.

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Mordersi le labbra:

Mordere le labbra, soprattutto quello inferiore, diventa un tic vero e proprio, quando deve essere compiuto “per forza”.

Si esprime in questo caso una repressione dei sentimenti aggressivi.

Tricotillomania:

ne soffrono le persone che giocano con i capelli attorno ad un dito, sprattutto quando sono concentrate. Questo tic esprime bisogno di attenzione ed affetto. Si manifesta per uno stato di ansia e paura e il soggetto che ne soffre ha una carenza affettiva.

Tradimento: poche donne perdonano

In periodo di crisi economica molte donne sono disposte a far finta di non vedere il tradimento del marito. Ma se l’infedeltà diventa pubblica 8 su 10 non perdonano. Sono questi i risultati di un sondaggio promosso da un sito di incontri  extraconiugali, secondo il quale il il 78% delle donne afferma infatti che non perdonerebbe mai un tradimento se questo diventa pubblico e sfrontato.

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Eppure il 18% delle intervistate si dichiara capace di determinare con precisione il giorno in cui il marito le ha tradite. I segnali di allarme sarebbero il linguaggio corporale di lui (67%), il fatto che il partner dedichi loro inaspettatamente troppa attenzione (22%) o i regali estemporanei (11%).

Il brutto vizio di spettegolare

Sono tante le persone che lo fanno (donne, di sicuro, ma anche molti, moltissimi uomini): per pettegolezzo, per abitudine o perché si sentono migliori degli altri. In realtà è sinonimo di insicurezza, e alla fine si ritorce sempre contro.

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Sparlare alle spalle è la via più semplice per essere bollate come “false e inaffidabili”. Chi parla male alle spalle esprime un atteggiamento “passivo- aggressivo”, perché non ha il coraggio di esprimere apertamente i propri commenti e ne teme anche le conseguenze. Ma attenzione: non si pensi di farla franca. La maldicenza arriva sempre all’orecchio dell’interessato e allora addio rapporto, qualunque esso sia.

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