In Svizzera approvato lo stipendio minimo grazie ad un Referendum

In Svizzera approvato lo stipendio minimo grazie ad un Referendum

Con il sì del Referendum, in Svizzera viene approvato lo stipendio  minimo. Una notizia che in pochissimo tempo ha fatto il giro del web. Anche perché si tratta di una vera e propria svolta, con uno stipendio minimo nient’affatto basso.

Si tratta comunque di una misura che proviene dalla necessità di combattere la crisi economica provocata dal Coronavirus. Una crisi che noi conosciamo molto bene e che ha colpito praticamente tutto il mondo. Vediamo insieme tutti i dettagli sullo stipendio minimo che entrerà in vigore in Svizzera.

Svizzera, con il sì del Referendum approvato lo stipendio minimo: ecco quanto

Al terzo tentativo, finalmente vince il sì. I Referendum per approvare lo stipendio minimo sono stati 3 e alla fine ha vinto il sì. Questa norma fu respinta sia nel 2011 che nel 2014, mentre trova l’approvazione proprio nel 2020, con il 58% di sì.

A partire dal 17 Ottobre, i lavoratori del Canton di Ginevra percepiranno uno stipendio minimo che è il più alto al mondo. Come riportato dalla Repubblica, la busta paga vedrà un valore di 3800 Euro.

Si avrà quindi una paga oraria di 21 Euro per 41 ore settimanali. Come detto si tratta di una legge che ha come obiettivo quello di combattere la crisi economica provocata dal Coronavirus.

Se da un lato lo stipendio sembra molto alto, dall’altro non dobbiamo dimenticarci che in Svizzera il costo della vita è altissimo. Ecco perché lo stipendio così alto non deve illudere.

Ricordiamo comunque Ginevra è la seconda città della Svizzera (dopo Zurigo) con il maggior numero di super ricchi. Persone che detengono un patrimonio che supera i 30 milioni di dollari.

Da sottolineare comunque che coloro che beneficeranno di più dello stipendio minimo sono i transfrontalieri. Stiamo parlano delle persone che vivono vicino alla Francia, che quindi potranno godere dello stipendio alto, ma con un costo di vita più basso.

Ecco invece la pensione a 54 anni per alcuni lavoratori.