Moneta sul letto di casa o in albergo: ecco perché lo si fa

Se ti è capitato di vedere una persona lanciare una moneta sul letto di casa o in albergo, devi sapere che c’è un motivo ben preciso. È un’abitudine antica: si prendeva una monetina e la si lanciava sul letto.

Lanciare una moneta sul letto, perché lo si fa?

Questa tecnica veniva usata nelle accademie militari. Ogni mattina i militari rifacevano il letto e poi i loro superiori facevano cadere una moneta sopra. Se la monetina rimbalza leggermente, vuol dire che il letto è stato rifatto bene. Se invece cade come una pera, vuol dire il contrario.

Secondo le regole, le lenzuola devono essere molto tirate e proprio per questo motivo, quando lanciamo una moneta riesce a fare un rimbalzo. Dunque, se sei curiosa di sapere se il letto è stato rifatto nel migliore dei modi, prova a lanciare una monetina e vedi che succede!

La testimonianza di William McRaven

Ti riportiamo la testimonianza di William McRaven, ammiraglio a 4 stelle della Marina Militare degli Stati Uniti d’America, che ha racchiuso in un libricino di circa 130 pagine. Nel libro è riportato il discorso integrale pronunciato da lui nel 2014 durante la cerimonia di consegna dei diplomi all’Università del Texas, a Austin. Il suo discorso fu di grande ispirazione, l’ammiraglio esordì con questa frase:

Se volete cambiare il mondo… cominciate col rifarvi il letto.

Il motivo? Durante l’addestramento dei Navy SEAL, la prima cosa da fare era proprio rifarsi il letto. Il cuscino e la coperta dovevano essere allineati, gli angoli ripiegati e molto tesi.

Gli istruttori poi facevano cadere una moneta da ¼ di dollaro sul materasso. Se rimbalzava parecchi centimetri sopra il letto, il lavoro poteva ritenersi ben fatto. Se non succedeva, bisognava rifarlo di nuovo.

“Rifarmi correttamente il letto non era un modo per ottenere un elogio. Era ciò che ci si aspettava da me. Era il primo compito della giornata ed era importante svolgerlo a dovere. Dava prova della mia disciplina, mostrava la mia cura del dettaglio e alla sera mi ricordava che avevo compiuto qualcosa di buono, qualcosa di cui essere orgoglioso, indipendentemente dalla grandezza del compito”.