Nuovo Dpcm anti-covid: le multe per chi non rispetta il lockdown

In questo articolo vi spiegheremo quali sanzioni potremmo ricevere se non rispettiamo le regole del nuovo dpcm anti-covid e soprattutto se ci ribelliamo al lockdown.

Non solo multe che possono raggiungere anche i 5mila euro, ma anche il carcere. Vediamo quali sono:

Nuovo Dpcm anti-covid, cosa si rischia se si violano le regole?

Si rischiano pesanti sanzioni che vanno nel penale per chi non dovesse rispettare i parametri del nuovo Dpcm firmato pochi giorni fa dal premier Conte. Va in vigore oggi 6 novembre 2020.

Se si circola senza autocertificazione negli orari non previsti, si rischia una sanzione di ben 280 euro. E chi è recidivo rischia di dover pagare 560 euro. Chi evade la quarantena rischia persino il carcere.

Si rischia anche una denuncia penale con arresto dai 3 ai 18 mesi, la multa va dai 500 ai 5mila euro per chi non rispetta la quarantena.

Gli unici motivi per giustificare gli spostamenti sono per lavoro, per salute e per necessità. Questi tre parametri sono contenuti nell’autocertificazione. Nelle zone gialle i bar e i ristoranti sono aperti solo dalle 5 alle 18, con solo quattro persone sedute per tavolo. Altrimenti si rischia la multa che va dai 280 ai 560 euro e la chiusura del locale di cinque giorni.

Quindi, riassumendo, ecco cosa si rischia:

“Se si esce di casa per andare a trovare un amico durante il coprifuoco o senza giustificazioni se si abita in zona rossa meglio non mentire – scrive Il Sole 24 ore – Al posto della multa scatterebbe il reato di falsa attestazione a un pubblico ufficiale, previsto dall’articolo 495 del codice penale e punito con la reclusione da uno a sei anni.

Se si è positivi al Covid e si esce di casa, ri rischia di contagiare altre persone. In questo caso scattarebbe il reato di epidemia colposa che prevede una pena da sei mesi a tre anni.

In altri casi, chi non rispetta la quarantena rischia la reclusione da 3 a 18 mesi, oltre a un’ammenda da 500 a 5.000 euro. Lo prevede l’articolo 7 del decreto legge 19/2020. La violazione dell’isolamento fiduciario, in caso di attesa del tampone o di contatto ritenuto a rischio anche tramite l’alert dell’App Immuni, rientrerebbe invece nelle sanzioni amministrative e non penali.