Obbligo vaccinale sul lavoro, cosa cambia

È scattato l’ obbligo vaccinale contro il Covid per personale scolastico e forze dell’ordine. La nuova normativa prevede un periodo di tolleranza per chi vuole mettersi in regola. Altrimenti scattano multe salatissime e la sospensione.

Obbligo vaccinale sul lavoro, rischio sospensione e pesanti sanzioni: cosa cambia

Si sapeva già da settimane che sarebbe scattato l’ obbligo vaccinale. Le due categorie potranno lavorare solo con il Super Green pass. Chi non si adegua rischia la sospensione. Per le forze dell’ordine verranno messe via le manette e l’arma in dotazione. Ma c’è un periodo di tolleranza.

Nella circolare del Ministero dell’Interno per le forze dell’ordine, si legge: “L’adempimento dell’obbligo vaccinale comprende il ciclo vaccinale primario. A far data dal 15 dicembre 2021 la somministrazione della successiva dose di richiamo. Da effettuarsi nel rispetto delle indicazioni e dei termini previsti dal Ministero della Salute“.

L’obbligo riguarda anche chi è assente dal servizio. Tutto il personale, anche quello assente per legittimi motivi, deve: “produrre alla propria struttura la documentazione attestante l’adempimento“. Se non viene inviata documentazione, l’amministrazione competente deve: invitare l’interessato a produrre entro 5 giorni dalla ricezione dell’invito. Stesso obbligo vale sia per le forze dell’ordine che per tutto il personale scolastico, non solo i docenti.

Multe salate fino a 1.500 euro

Chi viene sorpreso a lavoro non vaccinato, riceve una multa salata che va dai 600 ai 1.500 euro. Viene multato anche chi non controlla con una sanzione pari a mille euro.

Tra le categorie del personale scolastico per cui è previsto l’obbligo vaccinale, anche per la terza dose, il ministero dell’Interno ha stilato questo elenco:

“personale scolastico del sistema nazionale di istruzione. Delle scuole non paritarie, dei servizi educativi per l’infanzia. Dei centri provinciali per l’istruzione degli adulti. Dei sistemi regionali di istruzione e formazione professionale. E dei sistemi regionali che realizzano i percorsi di istruzione e formazione tecnica superiore”.