Occhiali appannati, come evitare questo problema con la mascherina FFP2

Ormai ci siamo abituati ad uscire di casa indossando la mascherina, ora serve quella FFP2 ma c’è sempre un problema per alcuni di noi: come evitare gli occhiali appannati? Vi sveliamo un trucco.

Occhiali appannati, come evitare questo problema con la mascherina FFP2? Ecco il trucco magico

Chi porta gli occhiali sa benissimo che ogni volta si appannano ma per fortuna esiste un trucco per non farlo succedere. Bisogna pulirli con acqua e sapone prima di indossare la mascherina. Lo avevano rivelato già lo scorso anno alcuni ricercatori dell’University Hospitals Birmingham e Bedford Hospita, nel Regno Unito.

Gli occhiali si appannano perché la mascherina dirige gran parte dell’aria espirata verso l’alto, proprio verso le lenti degli occhiali. Il vapore acqueo caldo a quel punto si condensa sulla superficie delle lenti che è più fredda e forma delle piccole goccioline che disperdono la luce e riducono la capacità dell’obiettivo di trasmettere il contrasto.

I ricercatori su Annals of The Royal College of Surgeons of England, scrivono:

“Immediatamente prima di indossare una maschera per il viso lavare gli occhiali con acqua e sapone e far sgocciolare l’eccesso. Quindi, lasciare asciugare all’aria gli occhiali o tamponare delicatamente le lenti con un panno morbido prima di indossarle di nuovo. Così non si appanneranno quando si indossa la maschera”.

Il motivo di questo fenomeno è dovuto alla tensione superficiale, ovvero quella forza che tiene unite le molecole di acqua in superficie. In questo modo si formano le goccioline sugli occhiali ma grazie al sapone, se ne formano molte meno.

“Il lavaggio degli occhiali con acqua insaponata lascia un sottile film di tensioattivo che riduce questa tensione superficiale – spiegano infatti gli esperti – e fa sì che le molecole d’acqua si diffondano uniformemente in uno strato trasparente. Questo “effetto tensioattivo” è ampiamente utilizzato per prevenire l’appannamento delle superfici in molte situazioni quotidiane”.