Pensioni, Draghi vicino allo stop a Quota 100: le ipotesi

Pensioni, Draghi vicino allo stop a Quota 100 le ipotesi

Nel programma del quale Draghi ha chiesto la fiducia alle Camere, il tema delle pensioni era il grande assente. Per il momento in questo settore ci sono tantissime ipotesi e una sola certezza: la fine di Quota 100.

A dicembre del 2021 Quota 100 terminerà e l’intenzione sembra essere quella di non rinnovarla. Quali sono quindi le possibili alternative e le ipotesi in campo? Scopriamo insieme tutto le novità sul tema delle pensioni, un argomento sempre molto delicato nel nostro paese.

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Pensioni, Draghi sempre più vicino allo stop a Quota 100: le ipotesi in campo

Secondo la riforma introdotta dal primo Governo Conte, fino alla fine del 2021 esiste la possibilità di andare in pensione con 38 anni di contribuiti e 62 anni di età. A partire dal 1 Gennaio 2022, in vista dello stop a Quota 100, ci saranno moltissimi lavoratori che si troveranno di fronte uno scalone tra i 62 e i 67 anni e dunque è necessario pensare al più presto ad una nuova riforma.

Serve quindi una proposta che possa essere una vita di mezzo tra i 67 anni e Quota 100. Al momento, come chiarito da Il Sole24Ore, sono tre le ipotesi in campo. Con la maggioranza, il Governo potrebbe dare il via ad una vera riforma strutturale da unire alla Legge Fornero.

La seconda idea potrebbe invece essere quella di intervenire sui coefficienti di trasformazione e sulle soglie di pensionamento. Il tutto con l’obiettivo di addolcire quanto più possibile il brusco impatto del ritorno ai pensionamento voluti dal primo Governo Conte.

La terza idea è quella di pensare ad un nuovo Testo Unico sulle Pensioni, con l’obiettivo di introdurre una pensione di garanzia per tutti coloro che non potranno contare su integrazioni al minimo. In attesa di novità, Draghi guarda al modello inglese per ampliare la campagna vaccinale.