Scuola: doppio tampone in caso di sintomi sospetti

scuola-doppio-tampone-in-caso-di-sintomi-sospetti-27-09-2020
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Scuola, arriva la nuova circolare del ministero. Secondo quanto riportato su Green Me, in caso di sintomi sospetti di un alunno, il pediatra o il medico di famiglia devono richiedere “tempestivamente il test diagnostico” al dipartimento di prevenzione. Il Ministero della Salute fa chiarezza sui tamponi necessari per il rientro a scuola in caso di positività al Coronavirus, sia per alunni che per gli operatori scolastici.

Nuova riforma scuola

Finalmente arrivano dei chiarimenti per la scuola. Il ministero mette a dura prova il sistema sanitario: in caso di sintomi sospetti di un alunno, verrà immediatamente richiesto dal medico il tampone. Se il test risulta positivo per il rientro bisognerà effettuare, come prevedono i criteri vigenti, due tamponi (test di biologia molecolare) a distanza di 24 ore l’uno dall’altro con un contestuale doppio negativo.

L’alunno o operatore scolastico rientrerà a scuola con attestazione di avvenuta guarigione e nulla osta all’ingresso o rientro in comunità. In caso di diagnosi di patologia diversa da COVID-19, la persona rimarrà a casa fino a guarigione clinica. Questo è quanto chiarito dal ministero della Salute con la circolare “Riapertura delle scuole. Attestati di guarigione da COVID-19 o da patologia diversa da COVID-19 per alunni/personale scolastico con sospetta infezione da SARS-CoV-2″, firmata dal Direttore generale del ministero della Salute Gianni Rezza e indirizzata a oltre 50 soggetti interessati.

Cosa si intende per “caso sospetto”

Il documento chiarisce anche il concetto di “caso sospetto”. I casi sono i seguenti:

a) un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o sintomatologia compatibile con Covid-19, in ambito scolastico;

b) caso in cui un alunno presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o sintomatologia compatibile con Covid-19, presso il proprio domicilio;

c) caso in cui un operatore scolastico presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37,5°C o sintomatologia compatibile con Covid-19, in ambito scolastico;

d) caso in cui un operatore scolastico presenti un aumento della temperatura corporea al di sopra di 37.5°C o sintomatologia compatibile con Covid-19, al proprio domicilio”.

Una materia complessa sulla quale fino a oggi non c’era uniformità, come avevano lamentato pediatri e presidi. Il tentativo, quindi, è quello di uniformare le procedure sanitarie relative ai casi di malattie, chiarendo una volta per tutte come devono essere fatte le certificazioni mediche da presentare alla scuola, sia nel caso che lo studente (o il dipendente) abbia avuto il Covid, sia nel caso non lo abbia avuto.

La domanda che sorge spontanea è se laboratori, medici e infermieri del territorio e delle strutture ospedaliere riusciranno a reggere il carico di lavoro. Soprattutto in vista dell’arrivo dell’inverno e delle consuete influenze stagionali.

E siamo a soli 10 giorni dall’apertura dell’anno scolastico…

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