Margaret Mazzantini – Venuto al mondo

Mi stringe senza incertezza, trattenendomi a sé come fossi un pacchetto di roba sua, poi mi pianta gli occhi sul viso. Fa un giro panoramico, le labbra, il mento, la fronte. Non se ne va dagli occhi. Resta, s’infila dentro. Come mare che ha viaggiato e violentemente si ricongiunge a se stesso. Scava indietro negli anni trascorsi per scolarsi il buco del tempo nella gola impudica di questo sguardo straziante e gioioso.

Venuto_al_mondo_film

Mollo io per prima, abbasso gli occhi, mi ritraggo da quel pathos, per timidezza, per fastidio. Nessuno in Italia ti guarda così. Mi gratto un braccio come se avessi la scabbia.

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