Paulo Coelho – Lo Zahir

«Ho visto che in guerra, per quanto possa sembrare paradossale, gli uomini sono felici. Per loro, il mondo ha un senso. Come ti ho detto prima, il potere assoluto – o il sacrificio per una causa – dà un significato alle loro vite. Sanno amare senza limiti perché non hanno più niente da perdere. Un soldato ferito a morte non dice mai ai medici: “Vi prego, salvatemi!” Generalmente le sue ultime parole sono: ‘Dite a mio figlio e a mia moglie che li amo’. Nel momento della disperazione, parlano d’amore!
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“Esther domanda perché gli uomini sono tristi.
“’È semplice’, risponde il vecchio. ‘Vivono imprigionati nella loro storia personale. Tutti sono convinti che l’obiettivo dell’esistenza sia quello di portare a compimento un piano. Nessuno si domanda se quel progetto sia il proprio, o se sia stato pensato da altri. Le persone accumulano esperienze, ricordi, cose e idee altrui – più di quanto possano sostenere. E così dimenticano i propri sogni.’
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“’Come si può fare per liberarsi di questa storia che ci hanno raccontato?’
“’Bisogna ripeterla a voce alta: noi rappresentiamo i suoi dettagli principali. E così, a mano a mano che la raccontiamo, ci congediamo da ciò che siamo stati, e – te ne renderai conto quando deciderai di affrontare questo cammino – ci apriamo a un mondo nuovo, sconosciuto. Ripeteremo tante volte quella storia antica, finché non avrà più importanza per noi.’
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Quando le persone raccontano le loro storie, prendono coraggio».

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